Grande ARIA a Grandi Vele 2009
Grandi Vele, quest'anno alla sua VII edizione, continua a crescere nel suo immutato spirito marinaresco. Questa è una cosa che fa bene alle barche, una ventina quest'anno sulla banchina Caboto, e alla gente comune, oltre che ad armatori, equipaggi e organizzatori. La manifestazione di Gaeta, infatti, ben diretta da Giacomo Bonelli, ha il pregio di riuscire, ogni anno, a coinvolgere in un autentico spirito marinaresco non solo le 'vecchie' signore del mare, ma un mare di gente che accorre curiosa sulle rive di ponente per rivivere, attraverso le regate, quelle 'cartoline d'antan' che non tutti conoscono e che alcuni ricordano solo negli album retrò dei loro genitori, rinnovando costantemente quel rapporto indissolubile fra Terra e Mare.
Dal 2 al 5 luglio, complici gli Enti sostenitori dell'evento, gli Sponsor e i più competenti e affezionati collaboratori come Capitaneria di Porto di Gaeta, Scuola Nautica della Guardia diFinanza diretta dal Col. Marcello Marzocca e Sezione Vela della Guardia di Finanza, la città laziale ha vissuto quattro intensi giorni di regate e di feste dedicati, come di consuetudine, alle imbarcazioni di valore storico, a quelle di tradizione e alle classiche. E proprio le barche sono state, come sempre, le indiscusse protagoniste della manifestazione che quest'anno è stata anche arricchita dal passaggio dell'VIII edizione del Trofeo Bailli de Suffren, che, dopo aver fatto tappa a Porto Rotondo, è giunta a Gaeta, valorizzando ulteriormente GrandiVele con 21 splendide imbarcazioni che, partite alla volta del principato di Monaco alle 12.08 del 5 luglio, sono state accompagnate, per un affettuoso saluto in mare, dalle imbarcazioni partecipanti al raduno GrandiVele pronte al via dell'ultima regata, un bastone tra Punta Stendardo e Gianola, che ha visto la vittoria di ARIA, Grifone III, Manta e Stella Polare nelle rispettive categorie.
Molto entusiasmante la sfida tra gli 8m SI, in cui ARIA (Costaguta 1935) ha battuto ITALIA di Antonio Sisimbro (Costaguta 1936) e VEGA di Luca Filippi (Baglietto, 1920) conquistando la vittoria con un en-plein di tre primi su tre regate disputate.
Regatare con una metrica significa provare emozioni indescrivibili, e ogni volta è una sorpresa, pur sapendolo, il constatare che, nonostante l'età, la sua velocità è elevata, la barca risponde perfettamente a vento, mare e a un equipaggio che la conosce e la ama.
Aria, oltre alla bandiera di ARIE, batteva tre guidoni: quello dei suoi due Circoli (STV di Trieste e CVF di Fiumicino) e quello della Guardia di Finanza. A bordo con me il mio consolidato Team triestino, eccezion fatta per il randista, fiorentino, il Ten. Enzo Di Capua, comandante della Sezione Vela delle Fiamme Gialle; al timone Alberto Leghissa, storico Skipper del mio '8' che più volte lo ha portato sul podio. Silenzio e concentrazione: il Nord ovest costante e le termiche di Gaeta non perdonano se sbagli tattica. Nella prima regata Vega entra in campo in ritardo, al limite della partenza, recupera acqua e tempo e si avvicina vertiginosamente superando Italia , ma non è abbastanza: Aria taglia il traguardo ed è subito festa. Festa che si protrae il giorno seguente, dopo la seconda vittoria, festa che diventa un brindisi continuo per ben 10 ore dopo aver conquistato con orgoglio l'en plein. Brindisi tra noi e con gli altri equipaggi, abbraccio sincero delle quasi gemelle Aria e Italia.
Ed è stato l'ultimo giorno di regata a regalarci avvincenti emozioni, un giorno da ricordare negli annali del proprio diario di bordo, quello in cui la Giuria ha finalmente deciso di far partire la classe metrica da sola, a 5 minuti di distanza dalle altre imbarcazioni. Eccoci sul campo di regata, concentratissimi, adrenalina ai massimi livelli: una sfida all'arma bianca con incredibili evoluzioni degli '8' attorno alla barca giuria: due strambate...due virate in un circlyng da Coppa America tra gli sguardi attoniti degli astanti. Sì! Questa è la gara delle metriche!
La corsa all' "ultimo sangue" possibilmente in tempo reale, perché una metrica non deve e non può giocare coi compensi e deve regatare in un proprio campo di regata. Via lo stressante e inutile calcolo dei minuti da dare all'avversario: liberi in mare come a Lido d'Albaro un tempo, questo è l'emozionante spettacolo che i nostri '8' possono dare alle altre barche e al pubblico, che fa bene gli equipaggi e rende ancora più grande una vittoria che si conclude sempre con l'abbraccio fedele del Team e l' "Hip Hip Urrà ad Aria, a Giacomo Bonelli, al golfo di Gaeta e, personalmente, a mio padre, a cui dedico ogni mia vittoria.
Forse proprio per ciò che Aria esprime, oltre all'importanza che riveste nella storia nautica nazionale, essa è stata anche scelta dal Comando della Scuola Nautica della Guardia di Finanza per alcuni stage di marineria storica rivolti ai propri frequentatori di corso: un motivo di orgoglio in più. Il primo stage lo abbiamo vissuto nelle giornate di allenamento di pre-regata: sette a bordo, sette gli allievi ufficiali: ciascuno con un ruolo, immersi nella storia imperitura della grande Vela.