IL RECUPERO DEL GOZZO SORRENTINO "PIANOSA"
Anche la Penisola Sorrentina, grazie alle giovani generazioni, ha pensato di curare la storia della sua antica tradizione marinara fatta di grandi naviganti e di una cantieristica che ancora oggi vanta una raffinata produzione.
In questa nobile operazione s'inserisce il recupero, attualmente in corso, della vecchia motobarca a vela latina "Pianosa" costruita nel 1947 a Marina Grande di Sorrento da Antonino Aprea, capostipite di una famosa generazione di carpentieri e costruttori di altrettanto famose barche.
Artefici dell'operazione sono stati un nostro socio, l'appassionato armatore sorrentino Federico Cuomo, che ha scovato la barca a Ponte a Elsa (Empoli) e, superando non poche difficoltà, l'ha riportata nella terra che le diede i natali, il giovane maestro d'ascia Nino Aprea, discendente diretto del costruttore, che ne sta curando il restauro, e il giovane e affermato architetto navale Stefano Faggioni di La Spezia che sta dirigendo la restoration.
ARIE, lavorando a fianco dell'armatore, ha fornito il proprio patrocinio a questa nobile impresa che rientra non solo nei propri scopi sociali, ma che ha un grande significato culturale.
Per circostanze non ancora del tutto chiarite, la barca negli Anni Cinquanta arrivò nell'Isola di Pianosa dove rimase per circa quarant'anni adibita dal Ministero di Grazia e Giustizia, che ne era all'epoca armatore, al trasporto di persone e cose dal Penitenziario di Pianosa alla vicina Isola d'Elba.
Nonostante il lungo periodo d'abbandono -l'imbarcazione fu disarmata alla fine degli Anni Novanta- 'Pianosa' ha mantenuto intatto il fascino originario e le inconfondibili linee che rivelano le sue provate qualità marine.
Le fasi del restauro sono iniziate a Sorrento nel 2002 nell'Antico Cantiere del Legno di Nino Aprea.
L'imbarcazione è stata smontata e sono stati recuperati tutti i pezzi originari, come il vecchio ponte, la maggior parte dei bagli, le ordinate - tutte integre- i braccioli tra murate e bagli. Partendo dalla documentazione fotografica preesistente (la foto più antica risale al giorno del varo) si è potuti risalire alle forme originali del gozzo. Eliminando quindi i passaggi dei successivi rifacimenti, si è riportata la barca al suo stato originario. Quanto non è stato possibile recuperare, è stato ricostruito fedelmente, usando gli stessi metodi di lavorazione e le stesse essenze lignee, tipiche della zona vesuviana e sorrentina: elce lucino per la chiglia, quercia per la ruota di prua, pino pignoli per dormienti, fasciame e trincarino e gelso per la schiocca di poppa. Salvata e ripristinata anche tutta l'inchiodatura. La coperta è stata calafatata con la regola del cotone secondo gli insegnamenti di 'nonno Cataldo Aprea' e la fase di verniciatura ha previsto impregnanti a olio, gesso, litopone e minio.
Il completamento del restauro avverrà entro il mese di giugno. L'intera operazione è seguita da numerosi appassionati non solo locali, tanto che aziende come la Veneziani Yachting di Trieste si sono interessate al recupero del gozzo e hanno voluto fornire le vernici per la cosiddetta 'ultima mano'.
Grande attesa dunque per il varo che coinvolgerà il porto di Sorrento in una vera e propria festa marinara e in seno al quale verrà presentato un volume, frutto di accurate ricerche storiografiche, in cui sarà raccontata la storia della vita della barca, dei personaggi ad essa legati e la documentazione completa dei lavori eseguiti. Il volume sarà curato da tutti coloro che hanno contribuito alla rinascita di 'Pianosa'.
Siamo lieti che, anche col nostro contributo, Sorrento faccia rinascere un altro pezzo della sua importante, ma spesso trascurata, storia.
Dati della barca
Lunghezza 12.28 m
Larghezza 3.76 m
Pescaggio 1.08
Stazza lorda 9.94 ton
Motore (originario) OM Diesel 4 T. - 4 cil. - 70 Cv.