Sì definitivo del Parlamento alla Legge per la difesa e la valorizzazione delle imbarcazioni storiche e di valore culturale
Sì definitivo del Parlamento alla Legge per la difesa e la valorizzazione delle imbarcazioni storiche e di valore culturale.
Il provvedimento licenziato nelle scorse ore dalla Camera dei Deputati giunge al traguardo dopo una gestazione di alcuni anni.
Il voto del Parlamento rappresenta un successo per tutta la marineria italiana ma soprattutto per l'Associazione ARIE (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d'Epoca) che da oltre tre anni, con passione e dedizione, propone una Legge per la tutela del patrimonio navale italiano.
La normativa, che sarà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni, è contenuta all'interno della Legge sul "Riordino e il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico".
Primo firmatario della Legge è stato l'on. Luigi Muratori
All'articolo 8 il provvedimento prevede che i "beni" che abbiano più di 25 anni di età dal momento della loro costruzione e che rappresentino un caso particolare per la peculiarità progettuale, tecnica, architettonica o ingegneristica, ricevano tutela.
"Queste disposizioni accolgono tutti i suggerimenti che da anni offriamo al legislatore - ha commentato Serena Galvani, fondatrice di ARIE -.Da anni -aggiunge Galvani - ci battiamo per la difesa di quelle imbarcazioni che rivestono carattere storico o etnologico. E neppure possono essere abbandonati quei beni navali che tutti abbiamo nel cuore perché hanno raggiunto traguardi sportivi o tecnici tali da renderli protagonisti di eventi particolari. Siamo felici che si sia raggiunto ora l'obiettivo di salvaguardare le imbarcazioni legate alla storia del nostro Paese e di tutta la cultura marinaresca mettendole a disposizione, per la giusta fruizione, di tutta la collettività".
Della necessità di una norma in materia di difesa del patrimonio navale si era parlato per iniziativa di ARIE in diverse occasioni. E sempre ARIE ha trovato il modo per evidenziare le problematiche che affliggono il mondo della nautica ed in particolare quelle legate alle imbarcazioni di valore storico.
Ad aver intuito l'urgenza di una Legge sono stati su tutti Luigi Muratori, Claudio Scajola e Vittorio Sgarbi.
Scajola ha avuto il merito di sostenere con forza il progetto di ARIE che equipara l'Italia a Paesi che già tanto hanno fatto in questa materia di tutela del patrimonio artistico e navale.
La Francia, per esempio, con una legislazione (sui beni mobili) è l'antesignana in Europa, e con la sua normativa ha salvato dall'oblio e dalla distruzione ben 99 barche di valore storico
Scajola aveva già presentato nella vecchia legislatura un progetto di Legge che poi è stato ripreso da Luigi Muratori.
Vittorio Sgarbi, da sempre vicino ad ARIE, ha messo in rilievo come occorra considerare le barche "d'epoca" beni culturali al pari dei monumenti e delle opere d'arte.
Il provvedimento votato a Montecitorio recepisce le tesi di ARIE intese a una corretta individuazione dei criteri di valutazione che designano "il valore storico" delle imbarcazioni. Questi criteri vogliono portare al superamento del dato meramente cronologico del bene da tutelare in favore di valori di grande rilevanza come quello progettuale, tecnico, sportivo, sociale ed economico. Valori, tutti, tesi a recuperare il concetto più ampio e complesso di opera di ingegno dell'uomo in relazione al territorio in cui vive.